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Trattato di Lisbona – Trattato dei massoni

Questa mattina la Camera ha approvato all’unanimità in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato (23 Luglio u.s.), di ratifica ed esecuzione del Trattato di Lisbona.

Centro-destra e centro-sinistra che si scontrano ideologicamente per ogni cosa, quando si tratta di sostenere il Trattato di Lisbona voluto dalla massoneria per scardinare il Cristianesimo dall’Europa votano uniti e compatti.

Lo abbiamo sostenuto più volte che né il centro-destra né il centro-sinistra difendono i nostri principi di vita cristiani, al contrario di quello che affermano alcuni, questa è l’ennesima conferma che il centro-destra non ci rappresenta. Non c’è grande differenza tra destra e sinistra, nei valori e nelle persone che passano da uno schieramento all’altro senza grandi problemi, l’importante è avere una “poltrona” comoda e ricca di privilegi. “Ieri” Capezzone era segretario dei radicali e additato come nemico del Cattolicesimo da molti e oggi lo ritroviamo come portavoce di Forza Italia (nominato l’11 Maggio 2008). Lasciamo questa riflessione ai lettori e torniamo al Trattato di Lisbona.

Il Trattato di Lisbona dà forza giuridica obbligatoria alla Carta dei Diritti fondamentali di Nizza, varata il 7 dicembre 2000. Nella Carta di Nizza, che S.S. Giovanni Paolo II condannò pochi giorni dopo la sua promulgazione, non c'è solo l’ abiura formale delle radici cristiane della nostra Europa, ma nell'articolo 21, per la prima volta in un atto giuridico internazionale, “la tendenza sessuale" è riconosciuta come principio di non-discriminazione, mentre due altri articoli del Trattato di Lisbona, il 10 e il 19 (ex16e), ribadiscono lo stesso principio. Questi articoli sostanzialmente sostengono giuridicamente la cosiddetta teoria del gender, che distingue il sesso fisico-biologico dalla tendenza sessuale o "identità di genere". La sessualità, in questo modo, diventa non un dato di natura, ma una scelta "culturale", puramente soggettiva. L'art. 9 della Carta dei diritti di Nizza scinde inoltre il concetto di famiglia da quello di matrimonio tra un uomo e una donna, aprendo la porta alle unioni omosessuali e alle adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali.

Sostanzialmente il Trattato di Lisbona è uguale al precedente Trattato sull’Unione europea, già bocciato da due referendum in Francia e Paesi Bassi. L’attuale Trattato è stato bocciato da un referendum in Irlanda, questo arresterebbe la sua corsa, ma c’è già chi sostiene, pur di promulgare questo trattato liberticida, che sarebbe solamente la cattolica Irlanda a rimanerne fuori.

In Italia dove non decide mai il popolo, ma dove governano poteri forti e occulti, non è stato fatto nessun referendum popolare per ratificare il Trattato.

Il Presidente

Fabrizio Verduchi

 

31/07/2008

 

 

 

Dal testo del Trattato di Lisbona:

 

dal Preambolo

…ISPIRANDOSI alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza e dello Stato di diritto…

 

 

Articolo 10

Nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione mira a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

 

Articolo 19

(ex articolo 13 del TCE)

1. Fatte salve le altre disposizioni dei trattati e nell'ambito delle competenze da essi conferite all'Unione, il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa approvazione del Parlamento europeo, può prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

2. In deroga al paragrafo 1, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, possono adottare i principi di base delle misure di incentivazione dell'Unione, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri, destinate ad appoggiare le azioni degli Stati membri volte a contribuire alla realizzazione degli obiettivi di cui al paragrafo 1.

 

 


 

 

 

 

 

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