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Israele si permette di violare tutte le
norme del diritto internazionale, senza che nessuno
intervenga!
«MA QUALE guerra? Questa è
un'apocalisse, anzi un olocausto ai danni della
popolazione ...
... libanese perpetrata dal Dio
d'Israele e dal Dio dei musulmani». Così monsignor
Beshara Rai, vescovo cristiano maronita di Byblos, una
cittadina sul mare a nord di Beiurt, a metà strada tra
la capitale e il confine con la Siria. Una città fino a
pochi giorni fa tranquilla, un'oasi di pace abitata da
cittadini di tante religioni, molti i cristiani.
Monsignor Beshara Rai, cosa sta succedendo? «Una crisi
di portata immane. Siamo di fronte ad un Paese, Israele,
che si permette di violare tutte le norme del diritto
internazionale per motivi che nessuno in Libano riesce a
comprendere. Israele sta distruggendo tutto: case,
strade, ponti, macchine. Ci stanno isolando. Se le cose
vanno avanti così tra poco tempo moriremo per mancanza
di cibo. Si sta profilando un vero e proprio olocausto.
Il tutto con il silenzio della comunità internazionale.
Dov'è l'Occidente? Perché nessuno ci aiuta?».
L'offensiva di Israele non è la risposta agli attacchi
dell'Hezbollah? «Sì certo. Ma allora Israele dovrebbe
prendersela con la Siria e l'Iran che finanziano l'Hezbollah
e non con il Libano». Però l'Hezbollah siede nel
Parlamento libanese? «Sì, ma vi siede per conto della
Siria e dell'Iran. Lo sanno anche i sassi». Insomma
siete in mezzo ad una contesa che non vi riguarda?
«Esatto. Israele da una parte, Siria e Iran, sfruttando
l'Hezbollah, dall'altra, stanno usando il Libano come
fosse un campo di calcio in cui contendersi un loro
trofeo. È un'ingerenza assurda e incomprensibile. Che
cosa cerca Israele? Forse ha un arsenale da smantellare
e si diverte a scaraventarlo su di noi». Come vivete a
Byblos? «Malissimo. Migliaia di libanesi innocenti sono
arrivati - e continueranno ad arrivare - a Byblos in
cerca di una zona un po' più tranquilla. Noi abbiamo
accolto tutti. Abbiamo sistemato famiglie intere, donne,
bambini ed anziani, negli edifici pubblici, nelle
chiese, nelle palestre, nei campi, dove e come
possiamo». Vi arrivano degli aiuti? «Niente di niente.
Tra qualche giorno le riserve di cibo finiranno. Come
sfameremo la gente? Siamo destinati a morire per
isolamento». Però in questi giorni richieste di pace
sono arrivate da più parti, anche dal G8? «Da dove? Per
favore, non scherziamo. Tutti parlano ma nessuno fa
niente». E le parole del Papa? «Le uniche sensate. La
popolazione del Paese, o meglio di Byblos, le ha
ascoltate attentamente e sono le uniche pronunciate con
coerenza». Cosa ne sarà dei cristiani libanesi? «Forse
sono i cristiani che i signori della guerra vogliono
fare fuggire. Se va avanti così non solo i cristiani, ma
anche tanti altri cittadini di altre religioni dovranno
fuggire in Occidente».
di
PAOLO LUIGI RODARI
Il Tempo – mercoledì 19 luglio 2006
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=997859&editionId=5&SectionId=4
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