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Le nostre tasse per i privilegi
dei parlamentari e i costi eccessivi della politica
Le tasse, che dovrebbero garantire
servizi dignitosi a noi cittadini, servono
principalmente a mantenere una vita di lusso e di
privilegi per i parlamentari e a mantenere i costi
eccessivi della politica. Noi diciamo basta! Chiediamo
il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e dei
ministri, dei deputati regionali, dei consiglieri
provinciali, comunali e assessori. Inoltre esigiamo
l’abolizione di tutti quei privilegi che non sono utili
ai fini del mandato istituzionale, ma che gravano
pesantemente sul bilancio dello Stato e sulle tasche dei
cittadini. Per una concezione della politica come
servizio di alcuni cittadini verso la comunità.
Tutti a dieta, meno Prodi
Con la finanziaria palazzo Chigi si
regala 172 milioni più del 2007
di Franco Bechis
La finanziaria mette a dieta
tutti, meno Prodi e il suo governo. Il bilancio
della sua presidenza del Consiglio è l’unico a non
essere finito sotto la mannaia (poi divenuta forbicetta)
del taglio dei costi della politica. Avrà 172,3 milioni
di euro (333,6 miliardi delle vecchie lire) in
più dell’anno precedente. A rivelare la scorpacciata che
si sta preparando a palazzo Chigi e dintorni
(banchetteranno anche i ministeri senza portafoglio,
quelli guidati dalle varie Rosy Bindi, Barbara
Pollastrini, Giovanna Melandri ect..) un accurato
dossier dell’ufficio studi della Camera preparato per la
commissione affari costituzionali guidata da Luciano
Violante. Che spiega: «Le previsioni relative al
funzionamento della Presidenza del Consiglio dei
ministri sono oggetto del programma 21.3 del bilancio
dello Stato e ammontano nel testo iniziale del disegno
di legge di bilancio a 687.30 milioni di euro, con un
incremento di 31.86 milioni di euro rispetto alle
previsioni assestate per il 2007. A seguito
dell'approvazione da parte del Senato della seconda nota
di variazioni, le previsioni per il 2008 riferite al
programma in esame hanno subito un ulteriore incremento
di 141 milioni di euro e ora ammontano quindi a 828.30
milioni di euro (1.603,8 miliardi delle vecchie
lire!)».
L’incremento delle risorse
stanziate per la presidenza del Consiglio l’anno
prossimo è quindi di 172,3 milioni di euro in valore
assoluto e di oltre 26 punti i termini percentuali. E’
l’unico aggregato di spesa del governo a gonfiare così
clamorosamente, a parità di perimetro (non sono infatti
intervenuti fatti nuovi che ne abbiano modificato la
fisionomia). Ed è responsabilità anche della presidenza
del Consiglio dei ministri se quei tagli ai costi della
politica tanto clamorosamente annunciati sono poi finiti
sulla carta. Il bilancio di previsione 2007 infatti
aveva previsto per la spesa di organi costituzionali, a
rilevanza costituzionale e presidenza del Consiglio dei
ministri 3,1 miliardi di euro (6.002,4 miliardi di
lire). A legislazione vigente la previsione per il
2008 era di 3 miliardi e 233 milioni di euro, con
circa 133 milioni di incremento. Poi è intervenuta la
finanziaria e la girandola di emendamenti al Senato. Ora
a quella voce sono previsti 3 miliardi e 334 milioni
(6.455,5 miliardi di lire). Centouno milioni in più
rispetto al testo originale della finanziaria.
[Italia Oggi -
Data pubblicazione:
29/11/2007]
* le parole in corsivo sono a
cura di Italia Cristiana
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