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È vergognoso e
inaccettabile che vi siano Parlamentari che facciano uso
di stupefacenti ed è ancor più grave il fatto che siano
così numerosi. Il Garante per la privacy ha impedito che
la puntata del 10 Ottobre delle Iene, trasmissione dai
toni e contenuti molto spesso discutibili, andasse in
onda. Nella puntata in questione è stato effettuato un
test condotto a loro insaputa su 50 onorevoli per
verificare chi facesse uso di droga. Il test, eseguito
con un espediente, è il drug wipe (esame per il
rilevamento di sostanze stupefacenti utilizzato anche
dalla Polstrada), un tampone frontale che, spiega Davide
Parenti, capo autore delle Iene, «ha una percentuale di
infallibilità del 100%». Il 32% degli «intervistati» è
risultato positivo all’uso di droghe: di questo il 24%
(12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla
cocaina.
Garantire la privacy di ogni
cittadino, compresa quella degli “onorevoli” (è giusto
definirli ancora tali?), è importante, ma credo che
prima del Garante per la privacy si debba muovere la
magistratura e una commissione di inchiesta
parlamentare. La legge italiana
(Legge 685/75, DPR 309/90 e
successive modifiche)
prevede
che anche l’uso e la detenzione di sostanze stupefacenti
o psicotrope siano sanzionabili amministrativamente o
penalmente a seconda delle circostanze e delle quantità.
Mi chiedo perché la legge sia applicata solamente per i
normali cittadini, i Parlamentari godono di un’immunità
al vivere onesto?
Il Presidente
Fabrizio Verduchi
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