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Card. Ennio Antonelli: la famiglia minacciata da femministe, militanti gay, libertari, neomarxisti progressisti, ambientalisti estremisti e neomalthusiani.

 

Una difesa appassionata dell’istituto familiare, nel suo senso originario ed autentico, associata ad un invito pressante al mondo politico ed economico affinché non lo ignorino o lo sottovalutino: è quella contenuta nella lectio magistralis con cui il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha inaugurato ieri a Roma l’Anno accademico del pontificio Ateneo Regina Apostolorum, sul tema «La famiglia e il bene della società».

Il porporato, che in passato è stato arcivescovo di Firenze e segretario generale della Cei, ricorda come in passato le minacce alla famiglia siano venute da una ideologia collettivista. «Oggi però – aggiunge – ha largo seguito la deriva di tipo individualista, nella quale confluiscono il femminismo radicale, i militanti gay, i libertari, i neomarxisti progressisti, gli ambientalisti estremisti, i neomalthusiani. Il supporto ideologico è offerto dalla teoria del gender: conta non il sesso biologico, ma l’orientamento sessuale che ognuno liberamente sceglie, costruisce, cambia secondo le proprie pulsioni, desideri, preferenze». «Si rivendicano – continua Antonelli – i cosiddetti nuovi diritti umani, sessuali e riproduttivi: il riconoscimento giuridico delle varie forme di convivenza, il matrimonio gay, la repressione legale dell’omofobia, il diritto degli omosessuali di adottare bambini, la libertà di aborto, la libertà di procreazione artificiale, la libertà sessuale degli adolescenti da tutelare nei confronti degli stessi genitori. La famiglia tradizionale, a motivo dei legami stabili di coppia e di genitorialità, è considerata oppressiva degli individui, specialmente delle donne, dannosa alla crescita umana delle persone, causa di ingiustizie sociali».
  Il presidente del Pontificio Consiglio parla quindi del «crollo rovinoso del matrimonio», del «grave» declino della natalità in molti Paesi e dell’«emergenza educativa» evocata da Benedetto XVI, sottolineando però che i danni «non vengono dalla famiglia autentica, ma dalla privatizzazione della famiglia». «Principale responsabile – spiega – è la società che non ne tutela l’identità e non la mette in grado di svolgere la sua missione procreativa ed educativa. Non la riconosce come soggetto di interesse pubblico e le fa mancare un adeguato sostegno culturale, giuridico, economico. La intossica con la mentalità relativista, permissiva, edonista, consumista, individualista, diffusa specialmente attraverso i media. Penalizza le famiglie numerose e omette di favorire la natalità con l’equità fiscale, i servizi per l’infanzia, le indennità economiche». «Purtroppo però – è l’amara constatazione del cardinale – la politica e l’economia moderna ignorano o sottovalutano la famiglia. E, quando se ne interessano, confondono i diritti dei singoli con i diritti della famiglia come soggetto autonomo. Questa mancanza di sostegno si notava meno fino agli anni ’80 del secolo scorso, perché il bisogno era meno urgente. Ma ora è necessario sviluppare una nuova cultura dei diritti della famiglia. Le famiglie, che producono benefici per la società e sono fattore di coesione e di sviluppo, vanno incoraggiate e premiate; devono, per dir così, ottenere una corsia preferenziale, come i taxi nei confronti delle auto private». «Quale contributo – ha chiesto provocatoriamente il porporato – danno le coppie omosessuali alla società? Perché la società dovrebbe riconoscerle giuridicamente? Forse soltanto perché lo desiderano?
  Ma allora perché non riconoscere anche altri desideri come l’amore di gruppo, la poligamia, la poliandria?».
  Antonelli non rimane nell’astratto, ma fa un elenco di provvedimenti che aiuterebbero concretamente le famiglie e quindi la società. Fra le proposte anche quella di «concedere sconti e agevolazioni alle famiglie numerose; rendere equo e commisurato al carico familiare il prelievo fiscale» (quoziente familiare per l’Irpef; tassa sulla casa calcolata non solo in base alla superficie) e quella di «favorire la responsabilità educativa dei genitori e rendere effettiva la loro libertà di scegliere tra scuola statale e non statale». Il tutto per «edificare una società amica della famiglia e governata non in prospettiva gender , ma in prospettiva famiglia». Prima della lectio magistralis del cardinale Antonelli aveva preso la parola il rettore del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, padre Pedro Barrajon, dei Legionari di Cristo. Nella sua relazione ha richiamato una frase di sant’Agostino («Solo vince la verità, ma la vittoria della verità è la carità») notando come il binomio 'verità e carità' siano ricordati nel titolo dell’ultima enciclica di Benedetto  XVI.

[Fonte: Avvenire 23/10/2009 – autore Gianni Cardinale] 


 

 

 

 

 

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