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Intanto lo Stato intasca anche il
5 per mille |
di Tempi
29.532. Tante sono le benemerite
associazioni italiane che si occupano di
ricerca scientifica o di solidarietà
sociale o lottano contro le nuove
povertà, che da due anni (e a tutt'oggi)
sono in attesa di ricevere il quasi
mezzo miliardo di euro che 16 milioni di
italiani hanno destinato loro
utilizzando la legge sul 5 per mille
approvata dal governo Berlusconi. Dove
sono finiti questi soldi? Ripetiamo:
dove sono finiti i soldi destinati in
beneficenza dagli italiani? Nessun Gian
Antonio Stella si indigna. Però anche il
giornale della Fiat adesso ci informa
che forse non sta bene che la
beneficenza sia finita nel letamaio dei
ministeri. A disposizione di oscuri
ragionieri e burocrati maneggioni. I
quali assicurano che, prima o poi,
rispetteranno la legge e cederanno il
malloppo alle associazioni destinatarie
(che nel frattempo, non disponendo di
quattrini in solido, devono
ridimensionare i loro progetti e
inventarsi impegni di budget che magari
non potranno onorare). Intanto i
ministeri romani lucrano sugli
interessi. E sono due anni che vanno
avanti così. Con i nostri soldi e i loro
interessi. Oltre al danno, adesso c'è
anche la beffa. Perché con il tetto dei
100 milioni di euro fissato in quest'ultima
Finanziaria, a partire dal 2009
succederà che, superata quella cifra, i
soldi del 5 per mille saranno incamerati
dallo Stato. Vedete un po' voi se ciò
non si deve chiamare truffa. O se, come
diceva sant'Agostino, non siamo al
livello in cui quella magica parolina
evocata a ogni piè sospinto per
giustificare lo status quo, la parola
"Stato", non sia da tradursi in "banda
di briganti".
[Tempi -
Data pubblicazione 20/12/2007]
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