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Comitato 22 Maggio per la vita
contro l'aborto
Italia Cristiana ha
partecipato, questa mattina, davanti al Parlamento in piazza
Montecitorio alla manifestazione antiabortista essendo uno dei
movimenti fondatori del "Comitato 22 Maggio per la vita
contro l'aborto" sigla che raccoglie movimenti e
associazioni pro-vita.

Il Presidente Fabrizio
Verduchi presenta le tre proposte di legge pro-vita
Di seguito riportiamo
integralmente l'intervento del Presidente Fabrizio
Verduchi che ha concluso la manifestazione antiabortista.
«Le
tasse che ognuno di noi paga dovrebbero servire per
fornire a tutti i cittadini servizi ed opere di pubblica
utilità.
In Italia siamo soffocati dalle
tasse che servono principalmente a garantire privilegi e
una vita agiata ai nostri 952 parlamentari, 1129
consiglieri regionali, e decine di migliaia di
consiglieri provinciali e comunali e a tutto l’apparato
burocratico costruito dai partiti di destra centro e
sinistra. Parliamo di miliardi di euro che escono dalle
tasche di noi cittadini e che per buona parte non sono
utilizzati per il nostro bene!
Parlando di soldi male utilizzati
cioè utilizzati per il male e non per il bene comune,
vorrei porre l’attenzione sul fatto che ogni anno lo
Stato spende circa €150.000.000 per finanziare
l’omicidio-aborto. Quindi lo Stato riesce a trovare i
soldi per uccidere i bambini tramite l’aborto, anche se
le finanze della sanità pubblica sono spesso in rosso,
ma ce li nega quando li chiediamo per assegni
consistenti e non briciole per sostenere la nascita e
l’educazione di un figlio.
Oggi siamo qui, nel trentennale di
questa legge iniqua e gravemente ingiusta che legalizza
omicidio-aborto in Italia, prima di tutto per chiederne
l’abrogazione, nel frattempo vogliamo porre
all’attenzione dei politici tre proposte di legge
semplici e di reale sostegno della vita del bambino e a
tutela della salute della donna.
- Nella prima proposta chiediamo
che lo Stato si faccia carico delle spese degli esami e
delle visite specialistiche che la donna e il bambino
devono effettuare durante i nove mesi di gravidanza.
- Poi proponiamo che il cosiddetto
Bonus bebè, cioè l’assegno per ogni nuovo figlio nato
non sia una concessione di qualche finanziaria ma che
sia una costante dell’ordinamento giuridico italiano.
- La nostra terza proposta. Così
come accade per l’8 per mille e il 5 per mille ognuno di
noi sceglie liberamente che utilizzo lo Stato faccia di
una parte dei soldi che versiamo attraverso tasse. Allo
stesso modo proponiamo che lo Stato invece di sottrarci
dei soldi per utilizzarli contro la nostra volontà e
coscienza per finanziare gli aborti, permettesse ad
ognuno di noi di poter scegliere come adoperare quei
soldi ad esempio aiutando istituti per ragazze-madri
devolvendo loro la parte finora destinata agli aborti.
Per sostenere
economicamente queste tre proposte servono molti meno
soldi di quelli che i partiti ci sottraggono per il loro
finanziamento.»
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